Dal “branded entertainment” al “place branded entertainment” / From “branded entertainment” to “place branded entertainment”

31/01/2012 § Lascia un commento

Massimo Giovanardi

[For the English version see below]

place branded entertainment

into the arctic - TV program

Questo post doveva essere dedicato all’edizione speciale della conferenza tenutasi a Utrecth la settimana scorsa. Ma alla fine ho cambiato idea e ho preferito introdurre un nuovo filone di discussione. Il “branded entertainment” sta diventando sempre più popolare nel mercato internazionale dei format TV, ma a essere sinceri non in Italia. Lo scopo del branded entertainment è quello di dare a un marchio la possibilità di comunicare la sua immagine ai target di riferimento in una maniera originale e insolita, costruendo una sorta di partnership con un produttore di contenuti e un distributore.

Durante la mia attività di trend watcher presso TEA Trends Explorers (http://www.tea-trends.it) mi è capitato di imbattermi in programmi di intrattenimento “branded” dove il brand in questione era un place brand. Ecco perché si potrebbe pensare di devinire questi programmi televisivi con l’etichetta “place branded entertainment”. Credo che questo sia uno strumento molto potente a disposizione delle governance locali per migliorare l’awareness dei propri pubblici su di una città, una regione o una nazione. Mentre questo meccanismo è più diffuso e conosciuto nel mondo del cinema (pensiamo al film di Woody Allen “Vicky Cristina Barcellona!), questo non avviene nel mondo dei tubi catodici, dove il place branded entertainment è ancora sottostimato.

Vi do oggi solo due esempi di questo tipo: “Key West Time” (USA, 2011) e “Into the Arctic” (Canada, 2011).

“Key West time” (http://www.keywesttime.com) è un docu-reality che mette in mostra lo stile di vita dei “caraibi americani”. Leggiamo sul sito che “la missione di KEY WEST TIME presentato da Howard Livingston – un famoso cantante del posto – è quella di intrattenere e presentare Key West e le Florida Keys ai telespettatori”. Qui notiamo un esplicito tentativo di promuovere un certo luogo. C’è perfino un sondaggio sul sito in qui viene chiesto “Key West Time ti ha incoraggiato a visitare Key West?”. Tra gli sponsor abbiamo poi vari imprenditori locali che gestiscono bar, ristoranti, hotel e altre attività.

Nel documentario “Into the arctic” (http://www.intothearcticfilm.com) la volontà di mettere in risalto il luogo dove si svolgono le azioni è ugualmente importante, anche se qusto viene fatto attraverso l’utilizzo dell’arte. Nel programma l’artista canadese Cory Trépanier esplora alcuni tra i più impervi ed iesplorati territory canadesi e cerca di trasferire su tela i paesaggi che osserva. Tre mesi di riprese che hanno lo scopo di valorizzare questo insieme di panorami mozzafiato. Tra gli sponsor dell’inziativa notiamo vari place brand: “Canadian North”, “Parks Canada” e “NorthWest Territories”.

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This entry should have been dedicated to the Special Edition of the Place Branding Conference held in Utrecht last week. But finally I changed my mind and I preferred to introduce a sort of  “new” line of thought. Branded entertainment is gaining more and more importance in the TV format market – to be honest, not so much in Italy. The aim of a branded entertainment program is to give a company the opportunity to communicate its image to its target audience in an original way, with a content partnership involving the company, the producers and the broadcasters.

During the trend watching activity that I carry on at TEA Trends Explorers, I have discovered a number of branded entertainment TV programs in which the “brand” is a “place brand”. That is why one might think of these TV programs as examples of “place branded entertainment”. I think that this can be a very effective tool in the hands of local governances for increasing people’s awareness about a city, a region or a nation. While this mechanism is widespread in the film industry (e.g. Woody Allen’s Vicky Cristina Barcelona), this is not the case the world of television, where the place branded entertainment is still undervalued.

I’ll give you today only two different examples of place branded programs: “Key West Time” and “Into the arctic”, both released in 2011.

“Key west time” (http://www.keywesttime.com) is a docu-reality showcasing the lifestyle of the “American Caribbean”. We read on the website that “the mission of KEY WEST TIME starring Howard Livingston – a famous songwriter – is to entertain and introduce Key West & the Florida Keys to viewers”. Here we notice a deliberate, explicit attempt to promote a certain place: there is even a poll on the website and the question is the following: “Did Key West Time encourage you to visit the Florida Keys & Key West?”. Among the sponsors we have local entrepreneurs running bars, restaurants, hotels and so on.

In the documentary “Into the arctic” (http://www.intothearcticfilm.com) the attempt to showcase the place where the action takes place – in this case Canada – is equally important, even though this is put into practice by drawing on art. Here, the Canadian painter Cory Trépanier explores some of the most wild places in Canada and seeks to capture these landscapes on canvas. Three months of filming that are intended to create awareness and appreciation for this sensitive environment. Among the sponsor we notice “Canadian North”, “Parks Canada” and “NorthWest Territories”.

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